tg1 delle 13.30
un ragazzo intervistato pronuncia queste parole
"mi hanno permesso di fare l'esame".
Ecco, questo è il clima di intimidazione anti democratica che si respira in Italia e a Roma.
Ma che razza di paese civile è quello dove una massa di studenti impone non democraticamente un propria volontà contro quella di altri che vogliono studiare, ossia, dare corso a un loro sacrosanto diritto?
Loro sono la maggioranza, bene tutelino la minoranza. Loro sono la minoranza? Allora non impongano la loro volontà sulla maggioranza.
Da qualsiasi angolazione si voglia vedere questa follia è sempre la stesse luce che la illumina: anti democraticità.
Altro che collettivi, movimenti o queste menate vetero sessantottarde, qui stiamo sull'orlo di un impazzimento generale e collettivo che riporta in mente quelle sparate da piazza della I guerra mondiale. Dove a una folla urlante si poteva dire di tutto e il contrario di tutto purchè si entrasse in guerra.
Quelle pulsioni violente sono state scaricate nell'immenso massacro, e questi studenti, i miei colleghi in cosa scaricano questa rabbia? Contro il loro futuro.
Nè da destra tantomeno da sinistra fino ad ora non ho sentito muoversi una foglia che dica qualcosa di positivo sulla faccenda. Solo singole prese di posizione. Tutto questo è annichilente. Non facciamoci prendere dalla follia collettiva. Queste sono il preludio di rivoluzioni sempre foriere di pessimi futuri. Stiamo tutti coi piedi per terra.
Inoltre, rivolgo un sentito ringraziamento a tutti i professori, i quali, consapevoli delle menzogne, applaudono divertiti alle sparate dei ragazzini, incoraggiandoli a non individuare il vero problema della scuola italiana. La sua pachidermica lentezza e inoperosità generale. Ritengo personalmente responsabili i professori che aizzano gli studenti liceali per i loro buoni propositi da perseguire. Questo è criminale, quanto portare i bambini alle manifestazione con il lutto al braccio, vicino alla tomba della scuola italiana.
Che meschinità.
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